Di Nicola Piras
Questa generazione si rifiuta di reagire agli stimoli. Un corpo amorfo alimentato da flebo. Probabilmente con un piede nella fossa. Padoa-Schioppa già sentenziò, severo dal suo scranno. “So bamboccioni”. È vero, effettivamente. Sono i dati che confermano l’analisi cruda del Prof. Dal 1991 a oggi è aumentato del 6% il numero di giovani che tra i 20 e i 30 anni “decide” di rimanere a casa da mamma e papà. Al calduccio, con la camicia stirata e la pasta pronta. Poi però guardi meglio. I dati che l’ISAE (Istituto di studi e analisi economica) ci da, non son finiti. Altri piccoli particolari, irrilevanti per Padoa-Schioppa. Come ad esempio, nel ’93 il reddito medio dei giovani rappresentava l’83% di quello medio. Oggi il 70%. Ma non basta sbirciando la finanziaria si notano tanti altri particolari che al Prof son sfuggiti. Ad esempio lo sconto IRPEF per chi abita in affitto si aggira tra i 991,6 e i 495,8 euro. Il primo sconto, seppur alto e limitato esclusivamente ai redditi inferiori ai mille euro, basta appena per due mensilità, massimo tre. Il secondo può coprire una mensilità e minima parte della seconda. E le altre? Senza dimenticare che i soldi per questo sconto son stati sottratti a quelli destinati al fondo statale per l’accesso al credito d’acquisto della prima casa. Condannando noi bamboccioni all’affitto natural durante. Poi, la nuova finanziaria, o meglio l’ultima, è tutta un programma. Tagliando i fondi destinati alle politiche giovanili, allo sport, all’università e alla ricerca. Giustamente si può credere, visto l’imminente problema criminalità che quei fondi saranno destinati alle forze di pubblica sicurezza. Nuova illuminante scoperta, anche quelli tagliati. Di un miliardo di euro. Una geniale riforma del metodo pensionistico poi taglierà le gambe a noi e ai nostri figli. Per accontentare i sindacati e con questi 140000 lavoratori, saremo costretti a una pensione miserrima. E questo perché? Perché gli odierni “padroni del lavoro” preferiscono andar in pensione a 58 anni piuttosto che a 60. Certo sarebbe inumano farli lavorar così tanto. Per inciso l’età di pensionamento media in Europa è di 65 anni. Ora, a mente lucida, possiamo davvero restare a guardare? Quando per risolvere i problemi dei giovani rispolverano droga libera, pillola abortiva ed eufemismi di vario genere? Dobbiamo affidare a loro il nostro futuro? Dobbiamo perseverare e dargli fiducia con un governo tecnico? Non credo.